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La tecnica della canna fissa è una delle più praticate nel nostro paese.
Meterie prime necessarie :
- Canna fissa che varia dai 3 ai 9 metri;
- filo per lenza madre 0.15 mm
- filo per terminale 0.10 mm
- galleggiante da 6 g. a 0.5 g.
- amo del 7 al 24
Montature per canna fissa
Acque chiare, senza vento: La lenza madre sarà costituita da uno
spezzone di monofilo super dello Ø 0.16 lungo mezzo metro meno della lunghezza
totale della canna. Alla lenza madre sarà infilato il galleggiante di peso
variabile da 0.5 a 1.5 gr. La forma del galleggiante deve essere a fuso, oppure
a goccia (vedi schema). La lenza madre terminarà con una piccola asola a cui
legheremo poi il finale. Questo è costituito da uno spezzone di monofilo super
dello Ø 0.10/0.12 lungo circa un metro. Piegando in due questo spezzone,
cercheremo di ottenere due braccioli di misura diversa, diciamo uno di circa 30
cm. e l'altro di 60 cm. facendo in questo punto una piccola asola che infileremo
nell'asola della lenza madre. Facciamo passare adesso i due braccioli nella loro
asola, bagniamo con la saliva e tiriamo fino a far chiudere la seconda asola
sulla prima. A questo punto possiamo legare gli ami. Essi saranno di misura
variabile a seconda dell'esca impiegata. In questo caso:
 | Polpa di sarda: Primo amo n. 14 gambo dritto, lunghezza normale, a curva
larga mentre il secondo sarà un n. 12 con le stesse caratteristiche;
 | Pasta: Primo amo n. 12 gambo dritto, lunghezza normale o a gambo corto, a
curva stretta mentre il secondo sarà un n. 10 con le stesse
caratteristiche; |
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Ora possiamo equilibrare il galleggiante, utilizzando pallini spaccati del 6
(0.12 gr.) distanziati di circa 10 cm. e partendo dall'asola della lenza madre.
Pescando con la pasta, dovremo lasciare il galleggiante più leggero, per
conpensare il peso dell'esca. La taratura sarà fatta montando prima due
pallini, innescare gli ami e rifinire con altri pallini, in modo che dalla
superficie esca solamente l'astina superiore del galleggiante.
Acque torbide, presenza vento medio o forte:La lenza madre sarà
costituita da uno spezzone di monofilo super dello Ø 0.18 lungo mezzo metro
meno della lunghezza totale della canna. Alla lenza madre sarà infilato il
galleggiante di peso variabile da 1.5 a 3.0 gr. La forma del galleggiante deve
essere a goccia rovesciata oppure a pera (vedi schema). La lenza madre terminarà
con una piccola asola a cui legheremo poi il finale. Questo è costituito da uno
spezzone di monofilo super dello Ø 0.14/0.16 lungo circa 60 cm. Piegando in due
questo spezzone, cercheremo di ottenere due braccioli di misura diversa, diciamo
uno di circa 15 cm. e l'altro di 35 cm. facendo in questo punto una piccola
asola che infileremo nell'asola della lenza madre. Facciamo passare adesso i due
braccioli nella loro asola, bagniamo con la saliva e tiriamo fino a far chiudere
la seconda asola sulla prima. A questo punto possiamo legare gli ami. Essi
saranno di misura variabile a seconda dell'esca impiegata. In questo caso:
 | Polpa di sarda: Primo e secondo amo n. 12 gambo dritto, lunghezza normale,
a curva larga;
 | Pasta: Primo e secondo amo n. 10 gambo dritto, lunghezza normale o a gambo
corto, a curva stretta; |
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Ora possiamo equilibrare il galleggiante, utilizzando pallini spaccati del 6
(0.12 gr.) distanziati di circa 10 cm. e partendo dall'asola della lenza madre.
Pescando con la pasta, dovremo lasciare il galleggiante più leggero, per
conpensare il peso dell'esca. La taratura sarà fatta montando prima quattro
pallini, innescare gli ami e rifinire con altri pallini, in modo che dalla
superficie esca solamente l'astina superiore del galleggiante. Se fosse presente
un'increaspatura consistente, tale da rendere poco visibile l'astina del
galleggiante, può essere utile utilizzare un galleggiante , sempre della stessa
forma di quelli già descritti, ma del tipo porta starlite, lasciando però
l'astina in dotazione, di solito arancione fluorescente e quindi ben visibile.
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